Nel nuovo scenario della moda contemporanea, il concetto di lusso evolve verso forme più consapevoli, etiche e durature. È qui che si inserisce Daema, brand italiano nato a Bergamo, che reinterpreta l’abbigliamento sportivo progettato secondo principi di economia circolare in chiave culturale.
Dalla progettazione orientata alla durata all’uso di fibre naturali, fino all’integrazione di tecnologie intelligenti, abbiamo approfondito questi temi con Daniela Manzoni, fondatrice di Daema.
Cos’è il nuovo lusso contemporaneo e perché è legato alla sostenibilità?
Redazione Daema
Daniela, cosa significa oggi “nuovo galateo del lusso”?
Daniela Manzoni
«Significa ribaltare il punto di vista. Il lusso non è più qualcosa che si mostra, ma qualcosa che si sceglie con responsabilità. Nasce nel momento della progettazione e continua nel modo in cui utilizziamo i capi nel tempo.»
Come funziona la progettazione circolare nella moda Daema?
Redazione Daema
Come si traduce questa visione nel modello produttivo di Daema?
Daniela Manzoni
«Abbiamo costruito il brand su un approccio di progettazione orientata alla circolarità, approfondito anche nella nostra Guida alla sostenibilità: ogni capo è pensato lungo tutto il suo ciclo di vita. Progettiamo per la durabilità, evitando logiche stagionali, e lavoriamo sulla riparabilità per estendere la vita dei prodotti.»
Perché scegliere materiali naturali nell’abbigliamento sportivo?
Redazione Daema
Perché la scelta di fibre naturali è così centrale?
Daniela Manzoni
«Utilizziamo materiali naturali provenienti da fonti rinnovabili, come lana merino e cotone, selezionati per qualità, durabilità e performance.
È una scelta coerente con la nostra idea di lusso: materiali autentici, pensati per accompagnare il capo nel tempo.»
Daema è solo activewear o un nuovo concetto di sporty-chic?
Redazione Daema
Daema nasce nello sport: tennis, padel e golf. Ma il vostro linguaggio sembra andare oltre.
Daniela Manzoni
«Lo sport è il nostro punto di partenza, ma non il nostro limite. I nostri capi si inseriscono in un’estetica sporty-chic essenziale, pensata per attraversare contesti diversi. La collezione Natural WoolFeeling nasce proprio con questa visione»
Cos’è la tecnologia RFID nei capi e perché è rilevante?
Redazione Daema
Un elemento distintivo del vostro modello è l’uso della tecnologia RFID. Che ruolo ha?
Daniela Manzoni
«È una tecnologia gentile che, oltre a garantire l’autenticità di ogni capo Daema, abilita nuove forme di relazione con il prodotto. Consente di accedere a informazioni sulla sua origine, composizione e ciclo di vita, favorendo la trasparenza e la tracciabilità, oltre a supportare possibili sviluppi futuri come il passaporto digitale del prodotto (DPP).
Quello della moda, infatti, è tra i primi settori ad essere chiamata a mettere in atto i protocolli richiesti dalla normativa sulla Responsabilità Estesa del Produttore (EPR), in corso di adozione anche in Italia.
Cosa succede ai capi a fine vita nella moda circolare?
Redazione Daema
Quindi la circolarità non si ferma alla produzione?
Daniela Manzoni
«La circolarità è un sistema in evoluzione. Come descritto nella sezione dedicata alla circolarità sul nostro sito, oggi lavoriamo su pratiche di riutilizzo dei materiali e upcycling.
In prospettiva, come descritto nella nostra Guida alla sostenibilità, già richiamata sopra, stiamo sviluppando modelli che possano favorire la restituzione dei capi a fine utilizzo, per estenderne il valore nel tempo attraverso nuove forme di impiego.»
Perché la trasparenza è fondamentale nei brand contemporanei?
Redazione Daema
Quanto conta la trasparenza nella relazione con il cliente?
Daniela Manzoni
«È fondamentale. La trasparenza non è solo informazione, ma coerenza. Significa allineare ciò che diciamo con ciò che facciamo, mantenendo un linguaggio chiaro e accessibile.»
Come cambiano oggi i comportamenti di acquisto nella moda?
Daema si muove su una linea sottile, dove design, responsabilità e cultura si incontrano. Non solo capi per tennis, padel e golf, ma un’estetica costruita su materiali naturali, filiere tracciabili e principi di circolarità e progettazione orientata alla durata.
Nei nuovi codici sociali che regolano i comportamenti di acquisto emerge con chiarezza un principio:
comprare meno, scegliere meglio, vivere più a lungo.
Un’eleganza contemporanea che non si limita allo stile, ma educa a un nuovo modo di stare al mondo.













